Namibia

Namibia

Nome: Repubblica della Namibia

Nome preindipendenza: Sud-Ovest Africa

Capitale: Windhoek

Fuso Orario: UTC+1

Ora Solare: dalla prima domenica di Aprile alla prima domenica di Settembre

Indipendenza: 21 Marzo 1990

Potere Esecutivo:

Capo dello Stato: Presidente Hage Geingob (dal 21 Marzo 2015). Il Presidente della Namibia é sia capo di Stato che di Governo

Gabinetto: il Gabinetto é nominato dal Presidente tra i membri dell’Assemblea Nazionale

Elezioni: il presidente viene eletto tramite voto popolare per un termine di cinque anni ed eleggibile per un secondo termine

Potere Legislativo: bicamerale composta dal Consiglio Nazionale e l’Assemblea Nazionale

Ramo Giudiziario: Corte Suprema, Corte di Cassazione, Tribunale del Lavoro, Magistrature regionali e Distrettuali, Corti Comunali

 

GEOGRAFIA

 

Posizione: Posizionata nell’Africa del Sud é circondata dall’Oceano Altantico, l’Angola, il
Botswana ed il Sudafrica

Dimensioni: Con 824.292 Km² di superficie é il 34° paese al mondo per dimensioni dopo il Venezuela e prima del Mozambico - L’Italia é al 72° posto (tra Oman e Filippine) con 301.340 Km². La Namibia é grande quindi 2,7 volte l’Italia

Risorse Naturali: Diamanti, rame, uranio, oro, argento, alluminio, litio, cadmio, tungsteno, zinco, sale, pesca.

Clima: Desertico: caldo e secco. Piogge stagionali, sparse ed irregolari.

Nota: La Namibia é il primo paese al mondo a incorporare la tutela dell’ambiente nella sua costituzione; circa il 14% del territorio è protetto, tra cui praticamente l’intero deserto del Namib e la fascia costiera

 

ECONOMIA

 

Con l’11,5% del PIL l’estrazione e la lavorazione di minerali corrisponde alla principale colonna portante dell’economia namibiana. L’estrazione e la raccolta dei diamanti per anni ha avuto la parte del leone con giacimenti sia su terraferma ma soprattutto alluvionali portati dal fiume Orange. La Namibia è il quarto più grande produttore mondiale di uranio. Produce anche grandi quantità di zinco e un piccolo produttore di oro e altri minerali. Il settore estrattivo impiega solo circa l’1,8% della popolazione. La Namibia importa normalmente circa il 50% del suo fabbisogno di cereali in quanto le condizioni climatiche aride creano difficoltà nel settore agroalimentare a causa dei frequenti periodi di siccità.
Un PIL pro capite elevato, rispetto alla regione subsahariana, nasconde una delle  distribuzioni di reddito più diseguali del mondo, come dimostra il coefficiente di Gini per Namibia a 59,7. L’economia della Namibia è strettamente legata al Sud Africa con il dollaro namibiano ancorato al rand sudafricano con valore di 1:1. La Namibia riceve il 30%-40% dei propri ricavi dall’Unione doganale dell’Africa australe (SACU). La volatilità delle dimensioni di assegnazione annuale SACU per Namibia complica la pianificazione di bilancio. L’Economia della Namibia rimane vulnerabile alla volatilità del prezzo dell’uranio e di altre materie prime. L’aumento del costo di estrazione dei diamanti, sempre dal mare, ha ridotto i margini di profitto. Le autorità della Namibia riconoscono questi problemi e hanno sottolineato la necessità di aumentare i costi per le materie prime, la produzione ed i servizi, in particolare nei settori del trasporto e della logistica.

 

LINGUE PARLATE

 

La Namibia ha 13 lingue nazionali riconosciute, tra cui 10 lingue indigene africane e 3 lingue indoeuropee


Oshiwambo 48,9%
Damara - Nama 11,3%
Afrikaans 10% (lingua Franca)
Otjiherero 8,6%
Kavango 8,5%
Capriviano 4,8%
Inglese (ufficiale) 3,4%
altre lingue africane 2,3%
altro 1,7%

 

RELIGIONE


Cristiani dal 80% al 90% di cui almeno il 50% luterani, credenze indigene 10% al 20%

 

LUOGHI DI INTERESSE

 

Fascia di Caprivi. Lunga 450 chilometri e larga appena 35, la Fascia di Caprivi è una striscia di terra che si insinua prepotentemente tra le frontiere di Zambia, Botswana, Zimbabwe e Angola, fino a raggiungere il fiume Zambesi. Panorami mozzafiato, fiumi, acquitrini, savane e vegetazione rigogliosa: la Natura qui è esuberante ed è la casa ideale per centinaia di animali e per una grande porzione della popolazione della Namibia, la quale vive ancora in villaggi caratteristici tradizionali. Ecco tutto il fascino di questa poco battuta terra di frontiera!

 

Epupa Falls. Piccole ma spettacolari cascate perenni originate dal fiume Kunene, il quale prima segna il confine tra Namibia e Angola e poi si tuffa nell’oceano Atlantico, disegnando peraltro il limite settentrionale del parco della Skeleton Coast. Incorniciate da rocce colorate, baobab e palme e caratterizzate da impressionanti gorghi concentrici, le Epupa Falls costituiscono l’habitat ideale per molti animali e sono una destinazione ideale per il birdwatching.

 

Deserto del Kalahari. Antica terra dai colori accecanti, il Deserto del Kalahari è una vastissima distesa desertica dell'Africa meridionale che copre il 70% del territorio del Botswana e parti dello Zimbabwe, della Namibia e del Sudafrica, estendendosi per circa 520mila chilometri quadrati. “Grande Sete” in lingua Tswana, il Kalahari è abitato dall’antichissima popolazione dei San (Boscimani), raccoglitori e cacciatori che si crede vivano qua da oltre 20mila anni.

 

Etosha National Park. Conosciuta con il nome di “Grande Luogo Bianco” in riferimento al colore del suolo della depressione salina che costituisce il 25% dell'area del parco (il “Pan”), Etosha è una tra le più grandi riserve nazionali del mondo con una superficie di quasi 28mila chilometri quadrati. L’Etosha National Park è un vero e proprio santuario della fauna selvatica, una vastissima regione che ospita più di cento specie di mammiferi, oltre 300 di uccelli, almeno cento di rettili, una quindicina di anfibi e persino una specie di pesce che entra in letargo durante la stagione secca. In Etosha sono presenti tutte le fasce vegetative africane, eccetto la foresta pluviale: dalla crosta di sale e limo del Pan – dentro cui si trovano addirittura alcune dune pietrificate – passando per la savana ed il bush fino ad arrivare alla foresta di mopane, ogni ambiente costituisce un habitat ideale per specifiche specie di animali.

 

Skeleton Coast. Definita dai San (Boscimani) “la terra che Dio ha creato con rabbia” o descritta dai Portoghesi come “le sabbie dell’inferno”, la Skeleton Coast è una vastissima area nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere, soprattutto via mare (ne sono una prova i tanti relitti spiaggiati). Ma il fascino di questa terra remota resta assoluto: la Skeleton Coast vi incanterà con i suoi paesaggi quasi lunari, le dune che cambiano forma a seconda del vento, i grandi canyon, le fredde correnti marine e, dulcis in fundo, le grandi e frequenti nebbie.

 

Twyfelfontein.Patrimonio UNESCO, Twyfelfontein è una desolata valle della Namibia che ospita oltre 2000 incisioni rupestri dell'età della pietra. I disegni, che si ritiene siano opera della etnia San (Boscimani), rappresentano la vita conosciuta sia a livello empirico, con scene di caccia o cerimonie, che a livello spirituale, con rappresentazioni delle visioni che avevano gli sciamani quando, sotto l’influenza di particolari sostanze, si mettevano in contatto con gli Spiriti degli antenati. Un’ulteriore curiosità: molti disegni hanno l’interessante particolarità di ritrarre gli animali (elefanti, leoni, rinoceronti, giraffe, otarie e altri) insieme alle loro impronte. Amerete Twyfelfontein per la sua incredibile storia, ponte di collegamento tra il passato e il presente.

 

Namib-Naukluft National Park. Con un'estensione totale di 49.768 km² (pari all'incirca all'intera Svizzera), il Namib-Naukluft è la più grande riserva faunistica dell'Africa ed è il quarto più grande parco nazionale del mondo. Esso comprende una vasta porzione del deserto del Namib, che con i suoi 2 milioni di anni di età è il più antico del mondo, e parte dei monti Naukluft, vero e proprio paradiso per gli escursionisti. Dal punto di vista paesaggistico, il Namib-Naukluft National Park è un luogo dalla bellezza mozzafiato: con colori che variano dal rosso al rosa fino all’arancione, al suo interno il parco nasconde i laghi morti di Deadvlei e Sossusvlei, circondati dalle dune di sabbia più alte del mondo. Il “Big Daddy” ad esempio, con i suoi 390 metri, è la duna più alta del mondo: che ne dite di provare a scalarla?

 

Luderitz. Definita la “Monaco del deserto” per i suoi edifici in stile tipicamente bavarese di inizio ‘900, Luderitz è una cittadina situata a sud est della Namibia che conta poco meno di 13mila abitanti. Affascinante città portuale e antico distretto minerario, Luderitz racconta tante storie (quelle di pescatori, minatori, commercianti di diamanti e coloni tedeschi) e ospita una vastissima quantità di animali, dai pinguini ai delfini del Benguela, dagli sciacalli alle iene brune.

 

Swakopmund. Dimenticate di essere in Africa: a Swakopmund gli edifici in stile germanico, il lungomare curato ed orlato di palme, le botteghe artigiane ed il tedesco come lingua principale ci fanno immaginare di essere in Germania. “Foce del fiume Swakop” in tedesco, la città è stata a tutti gli effetti la prima stazione balneare della Namibia ed è ancora oggi un’importante località turistica (anche per i namibiani), circondata dalle dune del deserto e bagnata dalle vigorose acque dell’Atlantico.

 

Fish River Canyon. Benvenuti nel secondo canyon più largo del mondo (dopo il Gran Canyon in Arizona), un luogo ancestrale che si estende per oltre 56 km di lunghezza e 27 di larghezza, con una profondità che in alcuni punti supera i 500 metri. Fermatevi sul bordo del canyon e godete della sua bellezza mozzafiato: i colori delle rocce, il percorso a zig-zag disegnato dal Fish River (secco per la maggior parte dell’anno) e l’incredibile fauna che lo abita.

 

Walvis bay. “Baia delle Balene” in olandese, Walvis Bay si trova a 30 km da Swakopmund ed è oggi sia un grande porto commerciale che una riserva naturale protetta, santuario di migliaia di uccelli migratori. Tra la fauna più caratteristica, oltre a delfini, balene, otarie e pellicani sono da annoverare gli splendidi fenicotteri rosa, presenti a migliaia. A pochi chilometri si trova infine Sandwich Harbour, punto d’incontro tra le alte dune del deserto e le fredde acqua dell’Atlantico, luogo ideale per le escursioni con il 4x4.