Dolores

Ritorno. In “diamanti sudafricani” ho scritto una frase che dice: “Namibia è perdersi in un mare d’erba gialla, è cambiare rotta e ritrovarti sugli stessi passi”. Nonostante in questi anni io abbia cambiato rotta parecchie volte, il desiderio di riappoggiare i piedi sulle mie orme è stato molto forte e quando il mal d’Africa bussa alla porta dell’anima non esistono più freni, l’irrazionale si impossessa della tua mente fino al punto di farti cancellare nuove latitudini. Sulle tracce dei passi percorsi cinque anni fa ho ritrovato vecchie e nuove emozioni, l’energia che sprigiona questa terra è incredibile, inspiegabile, incancellabile. Esprimere in poche righe tutti i pensieri che si affollano nei meandri dei ricordi mi risulta assai difficile, perché anche la sintesi di un diario di viaggio rischierebbe di non essere più tale dopo aver visitato la Namibia e non è da me dilungarmi in interminabili reportage. Il desiderio di quattro adulti con una bambina di 10 anni era di fare wild camp in assoluta libertà. Contatto Emanuele per chiedere consigli (sperimentato sul campo come driver nel nostro primo viaggio namibiano so che è esperto in materia), che con Alessandro mi riporta alla realtà spiegandomi che azzardare una vacanza al bivacco per tre settimane senza un programma preciso avremmo subìto disagi. I dubbi intrappolano ogni entusiasmo e l’iniziativa di agire per conto nostro svanisce. Ci propongono quindi di fare un tour self drive con tappe in campeggi, alternate ad altre in bellissimi e confortevoli B&B. Superlativo é il termine giusto per descrivere in breve il lavoro svolto dai due ragazzi i quali meritano la nostra gratitudine. Ogni dettaglio è stato programmato alla perfezione e viaggiare in completa libertà sapendo che i nostri angeli custodi da Windhoek erano pronti ad intervenire in caso di necessità ha reso il nostro tragitto molto rassicurante. Provate per credere! Partendo dalla capitale per un giro ad anello in senso orario abbiamo macinato quasi 5300 chilometri. In dieci ore e mezza di luce sei proiettato in una varietà panoramica che cambia continuamente, gli spazi ti lasciano senza fiato. La luce namibiana è speciale. Se non fosse per il fatto che, essendo luglio il periodo di alta frequenza ed ogni tanto si incrociano altri fuoristrada, credi di essere solo al mondo e ti senti un tutt’uno con l’infinito. Emozioni già provate, ma riviverle mi fa sentire grande, grande dentro, poi piccola, una briciola di fronte all’universo. Ondeggianti sensazioni blu profilate di candida schiuma oceanica ti investono mentre il rosso del tramonto si diffonde e il cielo la notte è di un’indescrivibile bellezza che spacca lo stomaco. Una naturaleza bestial! Indimenticabili momenti, tutto comincia e tutto finisce..... Come per magia tutto passa in un soffio e mentre l’aereo si stacca dal suolo per riportarci a casa, non posso frenare la passione che spunta dai miei occhi. Qualcosa di ancestrale forse mi lega a questa terra, chi lo sa! Aggrappata alle ali del vento in un giorno non lontano, spero di ritornar laggiù. In un soffio dico grazie ad Ema e Ale alias Granelli di sabbia. Ciao, Dolores

FONTE: http://turistipercaso.it/namib/62840/namib-ritorno.html